img 0801Amor Sacro Amor Profano

L’amore aiuta a vivere e annienta.

L’amore annulla e dà principio.

L’amore è spirito e carne.

’Amor Sacro e l’Amor Profano si alternano sulla scena recitando brani, poesie, cantando canzoni in una suggestiva atmosfera di musiche e luci.

Brani intensi, dal biblico Cantico dei Cantici, ai sanguigni Shakespeare e Prevert, dal poetico De Andrè, a Lorca, Merini, Hikmet e tanti altri, sono il pretesto per un gioco senza fine di attrazione e repulsione fra cielo e terra.Come nel quadro del Tiziano, l’amore carnale e quello spirituale diventano facce diverse della stessa medaglia e appaiono simili nel volto, nei lunghi capelli, nelle fattezze fisiche. Sono l’immagine della conciliazione dei contrari, della morte e della vita.

E proprio con una mostra pittorica sullo stesso tema si lega la nostra rappresentazione teatrale.

 Gian Battista Bonazzoli, rappresentante del gruppo Pittori Bagnolesi ha scritto:

“Il titolo di questa mostra è un pretesto per parlare d’amore in tutte le sue sfaccettature .

Tra gli estremi “Sacro e Profano” ci sono tantissime forme d’amore: l’amore fraterno, quello di una madre per il foglio, di un bambino per il cane, la passione per uno sport, la bellezza interiore o materiale, narcisa o altruista.

Queste forme d’amore possono essere interpretate attraverso gli stili ed i movimenti artistici che la storia dell’arteha vissuto.

Se avremo una visione precisa della storia artistica e personale, non sarà difficile per noi concepire un amore rinascimentale, barocco, futurista, giocoso e immaginario come dadaista o surrealista, oppure fatto di cose semplici, come l’arte povera degli anni sessanta.

Non voglio fare la cronistoria sull’amore o sull’arte, ognuno di noi troverà la forma che più gli si addice, che più lo rappresenti e sarà la sfida per un cammino sia pure parziale di rappresentare l’amore.

Ogni forma espressiva sarà il veicolo che ci porta verso un risultato concreto e se uno scatto fotografico può concentrare in sé la pienezza di un’espressione d’amore, sarà un cammino lento condizionato dalla tecnica e dai ripensamenti. In ogni caso i percorsi individuali saranno una riflessione o una preghiera che continua nell’atto in cui l’opera concepita verrà esposta e contrapposta al pubblico, che visionando la mostra inevitabilmente troverà spontaneo aggiungere una riflessione personale o un punto di vista diverso da quello interpretato dall’artista, chiudendo il cerchio immaginario dell’amore e dell’arte.”

 

Regia di Fabio Tedoldi

con:

Gabriella Baiguera

Mauro Bonomelli

Monica Gilardetti

Leonella Musitano